Come sul binario di una stazione_sull’Amore

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Come sul binario di una stazione_sull’Amore

Aveva creduto che l’amore l’avrebbe curata da tutte le sue solitudini, che l’avrebbe coperta e tenuta al caldo per sempre. Aveva pensato che l’amore sarebbe stato il suo ultimo traguardo, lo sguardo che l’avrebbe curata dalle angosce del mondo e dal dolore dell’abbandono.
Invece era lì, come sul binario di una stazione in cui ogni giorno si torna a celebrare l’incontro di due amanti, il loro lungo abbraccio, la passione della prima volta che si rinnova, la struggente tenerezza del rivedersi, la luminosità del presente, l’assoluto dell’attimo.
Era lì, come su un binario che conosce allo stesso modo il dolore del commiato, la valigia che aspetta di essere issata nel treno, il saluto dal finestrino mentre il treno si allontana, la lacrima che scende per la nostalgia che nasce già nel momento dell’ultimo bacio.
Un porto in mare aperto, un’ancora nel cielo. Questo era l’amore. Ora lo capiva. L’amore non le recava sicurezza, non era una coperta calda per sempre, ma una che le scopriva i piedi. Con la stessa mano con la quale l’accarezzava, le dava un pugno nello stomaco. L’amore era estate e inverno nella stessa stagione.
L’amore la metteva ogni giorno sul binario di una stazione a vivere l’estasi dell’incontro e l’angoscia dell’addio e non c’era soluzione al viaggio.
Pensò fosse questa la ragione per la quale il vero amore si ritiene così raro. Richiede un coraggio sovrumano, un cuore disposto a sanguinare, a sostenere le tempeste e le sue solenni quieti, i giorni senza vento e quelli che ti strappano le vele, che ti portano in porto solo per prepararti a una nuova partenza. Perché l’amore vuole poter andare per rimanere, vuole poter volare via per adagiarsi al tuo fianco, soffiare con il vento per poggiarsi come una carezza sul tuo volto. L’amore vuole essere chiamato ogni giorno per nome, per poter dire per sempre, perché l’amore è un ponte tra due solitudini che decidono ogni giorno di rimanersi accanto.
No, l’amore non l’avrebbe curata dalla solitudine, ma dall’illusione del controllo. In fondo, ciò significava imparare a vivere. E forse era questo quello che aveva sempre cercato.

By | 2019-05-30T16:48:44+00:00 maggio 30th, 2019|Amore, Prose poetiche, Racconti brevi, Relazioni umane|0 Comments