Se questo è un uomo – Primo Levi – per non dimenticare

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Se questo è un uomo – Primo Levi – per non dimenticare

La seguente Poesia si intitola “Shemà“, è una parola ebraica che significa “ascolta“, e apre il libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi. In questa opera l’autore descrive la sua sconvolgente esperienza di internamento nei campo di  Monowitz, lager satellite del complesso di Auschwitz, dal gennaio del 1944 al gennaio del 1945.

“L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria”, questa una delle frasi che possiamo leggere nel libro “Se questo è un uomo”.
Non possiamo dimenticare. Coltivare la memoria è un nostro dovere.

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

 

In una intervista Primo Levi si espresse così:
Devo dire che l’esperienza di Auschwitz è stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto. C’è Auschwitz, quindi non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo.
(Ferdinando Camon, Conversazione con Primo Levi)

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By | 2020-04-27T17:59:33+00:00 giugno 16th, 2019|Altri Autori-Poesie_Brani_Citazioni, Storia|0 Comments