Libro – Rubo parole al cielo

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Libro – Rubo parole al cielo 2019-06-03T17:51:13+00:00

“Rubo parole al cielo” è la mia seconda raccolta poetica. Il secondo piccolo – per me significativo – passo verso la realizzazione del mio grande sogno: quello di scrivere, continuare a scrivere e un giorno, perché no, poter vivere, almeno in parte, della mia scrittura.

La casa editrice Nulla die ha voluto credere nuovamente in me, darmi questa seconda opportunità, e io non posso che esserle grata.

Il libro è stato presentato in anteprima al Salone del Libro di Torino 2019, presso lo spazio Marche, regione ospite nell’anno della ricorrenza del bicentenario dalla pubblicazione della poesia “L’infinito” di Leopardi. Una grande emozione che difficilmente dimenticherò.

I componimenti della mia seconda silloge poetica sono nati prevalentemente negli ultimi cinque anni. Anni di profondi cambiamenti, che mi hanno visto cambiare Paese, lavoro, affetti, e iniziare una nuova vita: quella che io chiamo la mia seconda vita. Ma alle “nuove” liriche ho volute affiancare alcune poesie nate talora molti anni fa, persino nella mia adolescenza. Ho voluto portare con me ciò che mi ha arricchito, completato, fatto crescere, le emozioni che mi hanno resa la persona che oggi sono. Altri dettagli sul libro li troverete nella rubrica “Recensioni e interviste”.

 

DOVE TROVARE IL LIBRO

Entrambi i miei libri potete ordinarli sui tutti i più noti siti online, in libreria (presso le librerie Mondadori potreste riscontrare difficoltà).
Potete anche ordinarli direttamente da me e volentieri ve li spedisco, se desiderate anche con dedica. Per farlo, inviatemi una mail all’indirizzo:
marialetiziadelzompo@gmail.com

Alcuni siti online presso i quali potrete trovare i miei libri:

Nulla die: http://tiny.cc/kdh66y

IBS: http://tiny.cc/x3g66y

Amazon: http://tiny.cc/5yg66y

Libreria Univarsitaria: http://tiny.cc/lvh66y

La Feltrinelli: http://tiny.cc/j2h66y

 

UNA QUARTA DI COPERTINA

Maria Letizia Del Zompo è nata a San Benedetto del Tronto. Laureata in Medicina e Chirurgia ha svolto la sua attività di Pediatra all’estero, dedicandosi anche alla medicina psicosomatica e orientale. Rientrata in Italia, decide di dedicarsi interamente alla passione della sua vita: la scrittura. Per Nulla die ha pubblicato le raccolte poetiche Passi. Versi di un incontro (2017) e Rubo parole al cielo (2019). Altri progetti sono già in cantiere.

“Rubo parole al cielo” è una raccolta di poesie, nelle quali l’autrice Maria Letizia Del Zompo ci fa partecipe delle sue emozioni che porta alla luce nude e autentiche.
«Non importa se ti hanno ferito, maltrattato, se hanno abusato di te, se hanno tradito la tua fiducia. Ostinati, comunque, a voler bene alla vita, a dare alla gioia spazio e al dolore speranza.
La vera felicità conosce giornate di sole e notti di vento, nasce dall’incontro con se stessi e l’altro, dalla consapevolezza della precarietà della vita e dall’accettare il miracolo dell’amore.
L’amore, in tutta la gamma dei suoi colori, è un atto rivoluzionario.»
Questa citazione, tratta dal libro, — una breve prosa che insieme ad altre fa da cornice alle poesie — ci fa intuire come la natura forte e positiva di Maria Letizia Del Zompo riesca ad arrivare al lettore non come scarna vivisezione di un sentimento nostalgico, bensì come temeraria emozione di chi, nella sua vita, ha saputo tenere salda la radice del proprio spirito. La tristezza, la nostalgia, l’allegria e la sontuosità del cuore, la fragilità come anche la sua speranza, diventano leggeri perché autentici, consentendo al lettore di rigenerare la propria energia.
Si dice “spera e non aver mai paura di sentirti triste se qualcosa ti manca”. In questo, la poesia di Maria Letizia ci prende per mano e ci accompagna.

 

SFOGLIAMO IL LIBRO

PADRE, QUESTA NOTTE TI HO SOGNATO

Questa notte abbiamo danzato insieme, padre
per le strade del mondo,
i nostri passi all’unisono,
sulle nostre labbra una sola canzone.
Non abbiamo ballato il valzer
ma un ritmo remoto,
forse il ritmo degli emigrati italiani in Argentina,
forse quello degli indiani d’America
o forse il ritmo dei nativi africani,
quello degli aborigeni australiani.

Era il nostro ritmo,
la nostra danza sulle strade del mondo,
passi all’unisono
sulle nostre labbra una sola canzone.

Ho ballato con te rivolta al futuro,
il tuo corpo di fronte al mio,
uno scudo per proteggermi dalle tempeste
così come in vita il tuo amore.

Così bisognerebbe danzare tutti
per le strade del mondo,
passi all’unisono
sulla labbra una sola canzone.
Danzando il ritmo stesso della vita,
seguendo le sue pulsazioni
ondeggiando al suo richiamo,
flessibili come giovani arbusti,
sinuosi come pantere.
Perché questa è la nostra unica vita,
questa è la nostra unica danza,
questo è il nostro unico ritmo,
la nostra unica pelle
la nostra unica voce
la nostra unica strada
la nostra unica possibilità di essere umani,
creature fra creature,
voci fra voci,
passioni fra passioni.

Perché questa è la nostra unica danza
sulle strade del mondo,
tra passi discordanti
e sulle nostre labbra
miriadi di canzoni.

 

 

L’INCONTRO

Quella finestra sempre aperta
su un cortile
una piscina
un cespuglio d’ibisco,
sull’Etna dissolto nella nebbia,
su un albero,
quell’enorme albero
al centro
che inghiottiva l’orizzonte
e nascondeva dietro di sé finestre
e vite.

Quelle due nostre notti,
la luna sfocata
le stelle pallide
l’odore di pioggia
il canto del gallo
le tue sigarette
sul bordo del letto.
Io dietro di te,
al tuo fianco
davanti a te,
accavallata
intrecciata
aggomitolata.
Le mie mani che ti correvano dappertutto,
le mie labbra
sulla tua pelle,
i nostri baci,
le nostre poche parole.

Ci respirammo l’anima
in quelle ore come giorni,
in quelle due notti come anni,
in quel tempo senza lancette,
in quello spazio consumato
dai nostri abbracci,
in quel silenzio denso.

E poi il tormento,
il mio pianto
i nostri sorrisi
la gioia,
il custodirsi
il tenersi
l’intrecciarsi,
il vegliarsi
il navigarsi negli occhi
il traghettarsi dentro.

Il tuo non era ancora amore
dicesti tra le righe,
il mio lo era,
pensai.

Cosa importa come ci definimmo,
fummo.
Fummo ore come giorni
giorni come anni,
un atto senza tempo
senza spazio
scarno di parole.

Fummo un sogno,
una promessa,
una anomalia dell’esistenza,
una acrobazia del tempo,
un volo,
un azzardo?
Comunque fummo,
qualcosa
che ci è rimasto
eternamente inciso
dentro.

 

NON È FACILE

Non è facile
ritrovarsi nell’autunno della vita
a germogliare primavere.
Talora s’affaccia improvviso il gelo
e s’inarca la vita
e si tende
e sbaraglia.

Poi di nuovo è sole
e un bacio è come flusso d’acque,
un abbraccio un amplesso di cieli.
Ti guardo e scorgo un infinito giro di orizzonti,
un sorriso sciolto nell’aurora
di un noi che chiede nuovi giorni.

E sono promesse i respiri
in cui scambiamo luce
e un sì che si schiude
ora,
come un tempio di sogni
sulle nostre labbra.

 

PRESENTAZIONE Di “RUBO PAROLE AL CIELO” AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2019

Nel seguente video, il mio intervento lo trovate a partire dal tempo 1:07 fino 1:22