Festa della donna, sei potenti poesie di donne sulle donne e per le donne

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Festa della donna, sei potenti poesie di donne sulle donne e per le donne

Per la Festa della donna voglio proporvi sei poesie scritte da donne sulle donne e per le donne.

Le ho definite potenti perché le ritengo tali nel linguaggio, per le immagini e le emozioni che evocano, per le condizioni che denunciano. Voci di donne consapevoli, forti, sensibili, che non hanno timore di dar voce alle loro fragilità e di illuminare gli angoli più bui dell’esistenza al femminile. Voci diverse che insieme compongono e intonano un meraviglioso inno all’essere e sentirsi DONNA.

E DIO MI FECE DONNAGioconda Belli 

Festa della donna – sei poesie

E Dio mi fece donna,
con capelli lunghi,
occhi,
naso e bocca di donna.
Con curve
e pieghe
e dolci avvallamenti
e mi ha scavato dentro,
mi ha reso fabbrica di esseri umani.
Ha intessuto delicatamente i miei nervi
e bilanciato con cura
il numero dei miei ormoni.
Ha composto il mio sangue
e lo ha iniettato in me
perché irrigasse tutto il mio corpo;
nacquero così le idee,
i sogni,
l’istinto
Tutto quel che ha creato soavemente
a colpi di mantice
e di trapano d’amore,
le mille e una cosa che mi fanno donna
ogni giorno
per cui mi alzo orgogliosa
tutte le mattine
e benedico il mio sesso.

Gioconda Belli, da → “L’occhio della donna”

Festa della donna

Dolce, dolcissima fanciulla – Poesia di Maria Letizia Del Zompo, tratta dalla raccolta “Rubo parole al cielo” (Nulla die 2019)

CI SONO DONNE… – Mariangela Gualtieri

Festa della donna – sei poesie

Ci sono donne gonfie d’amore
sono spade e forcelle
e assi nella manica.
Vitalità si sporge
dai capezzoli per un latte piccolo
all’infante.
Le condiziona la struttura celeste
quel tessere l’enigma
fino al velo scostato per pochissimo
fino alle sonde acute
di concentrazione.
Non sono donne in verità
ma passeri sporgenti su nidiate
inermi.
L’estate entra
nei vestiti
e s’infila
in un sudore d’ossa delicate.
Sono qui.
Portano parte del peso
una polvere di stelle primarie.
Soccorrono ridendo
le sponde d’un cielo
imperfetto che a volte cade.
Piangono. Ogni tanto.
Quel guastarsi del pane
il grave precipizio del tempo.
Sono che non c’è al mondo
bocca che rida meglio
di quella loro fiamma.
O leggerezza
in sponda d’infante.
Niente c’è che perfori
come l’incendio a festa
di quel riso.
Sono capanne
dove lo stanco pellegrino
piange un poco
in sere cupe di gravità terrestre.
Dicono “Si nasce in avanti. Verso la fonte
di tutta una luce. Al qui.
Al tempo. Al niente. Càlmati ora”.
Sono qui per questo.
Portare la parola.
Ridere. Stare senza pensiero.
Dare da mangiare.
Essere geniale svolta.
Pulire dove si sporca.
Miracolare.
Sono opera intera d’un amore
trapuntato di stelle.

Mariangela Gualtieri, da → Bestia di gioia (Einaudi 2010)

 Festa delle donne

NOTTE BIANCA – Adrienne Rich

Festa della donna – sei poesie

Luce a una finestra. Una donna è sveglia
in quest’ora immobile.
Noi che lavoriamo così abbiamo lavorato spesso
in solitudine. Ho dovuto immaginarla
intenta a ricucirsi la pelle come io ricucio la mia
anche se
con un punto
diverso.
Alba dopo alba, questa mia vicina
si consuma come una candela
trascina il copriletto per la casa buia
fino al suo letto buio
la sua testa
piena di rune, sillabe, ritornelli
questa sognatrice precisa
sonnambula in cucina
come una falena bianca,
un elefante, una colpa.
Qualcuno ha tentato di tenerla
tranquilla sotto una coperta afgana
intessuta di lane color erba e sangue
ma si è levata. La sua lampada
lambisce i vetri gelati
e si scioglie nell’alba.
Non la fermeranno mai
quelli che dormono il sonno di pietra del passato,
il sonno dei drogati.
In un attimo di cristallo, io lampeggio
un occhio attraverso il freddo
un aprirsi di luce fra noi
nel suo occhio che incide il buio
– questo è tutto. L’alba è la prova, l’agonia
ma dovevamo contemplarla:
Dopo di che potremo forse dormire, sorella mia,
mentre le fiamme si alzano sempre più alte, possiamo
dormire.

Adrienne Rich, da → Cartografie del silenzio

Festa della donna

Soni qui, nuda e fiera – Estratto Poesia di Maria Letizia Del Zompo, dalla raccolta “Passi. Versi di un incontro” (Nulla die 2017)

ELENA DI TROIA SUL BALCONE – Margaret Atwood

Festa della donna – sei poesie

Il mondo è pieno di donne
pronte a dirmi che dovrei vergognarmi
se solo potessero: Smetti di ballare.
Ritrova il tuo contegno
e un lavoro normale.
Certo. E il minimo sindacale,
e le vene varicose a stare in piedi per otto ore
dietro al solito bancone di vetro
imbacuccata fino al collo, anziché
nuda come un hamburger.
A vendere guanti, o cose del genere
invece di quel che vendo io.
Ci vuole talento
a spacciare qualcosa di così nebuloso
e senza forma materiale.
Sfruttata, direbbero. Certo, senza ombra
di dubbio, ma perlomeno posso scegliere
il modo, e poi mi prendo i soldi.
Il mio è un buon rapporto qualità-prezzo.
Come i predicatori, vendo visioni,
come la pubblicità del profumo, desiderio
o il suo facsimile. Come nelle barzellette
o in guerra, è tutta questione di tempismo.
Rivendo agli uomini i loro peggiori sospetti:
che tutto abbia un prezzo,
un pezzo per volta. Mi guardano e vedono
un massacro con la motosega appena prima che avvenga,
quando coscia, culo, macchia, fessura, tetta, e capezzolo
sono ancora uniti insieme.

Festa della donne – sei poesie

Quanto odio gli batte dentro,
i miei adoratori gonfi di birra! Odio, o un ebbro
disperato amore. Vedendo la fila di teste
e occhi rovesciati, imploranti
ma pronti ad azzannarmi le caviglie,
capisco i diluvi e i terremoti, e l’impulso di pestare
le formiche. Mi muovo a ritmo,
e danzo per loro, perché
non lo sanno fare. La musica ha un odore volpino,
crepita come metallo riscaldato
e brucia le narici
o afosa come l’agosto, caliginoso e languido
come una città il giorno dopo il saccheggio,
quando lo stupro è fatto,
e la carneficina,
e i sopravvissuti vanno in giro
a cercare cibo
fra i rifiuti, e c’è solo un cupo sfinimento.
A proposito, è il sorriso
che mi estenua di più.
Il sorriso, e il far finta
di non sentirli.
Non li sento, infatti, perché dopo tutto
sono straniera per loro.
La loro parlata è ispida e gutturale,
ovvia come una fetta di spalla cotta,
ma io vengo dalla provincia degli dèi
dove i significati sono lirici e obliqui.

Festa della donne – sei poesie

Io non mi svelo a tutti,
se ti avvicini all’orecchio te lo sussurro:
Mia madre fu stuprata da un sacro cigno.
Ci credi? Mi puoi portare fuori a cena.
È quello che diciamo a tutti i mariti.
Davvero, ci son tanti uccelli pericolosi in giro.
Certo che qua dentro solo tu
mi puoi capire.
Gli altri vorrebbero guardare
senza sentire nulla. Ridurmi alle componenti
come in una fabbrica di orologi o un mattatoio.
Spremere fuori il mistero.
Murarmi viva
nel mio stesso corpo.
Vorrebbero leggermi dentro,
ma non c’è niente di più opaco
della trasparenza totale.
Guarda – i miei piedi nemmeno toccano il marmo!
Come fiato o aerostato, mi sollevo,
lèvito a quindici centimetri da terra
nella mia luce di fiammeggiante uovo di cigno.
Pensi che non sia una dea?
Mettimi alla prova.
È una canzone-torcia* la mia.
Se mi tocchi bruci.

Margaret Atwood, da → Mattino nella casa bruciata

*Torch song: canzoni melodiche cantate spesso da donne nei pianobar.

 

Festa della donna

Citazione dal libro “Rubo parole al cielo” (Nulla die 2019)

 

O DONNE POVERE E SOLE – Alda Merini

Festa della donna – sei poesie

O donne povere e sole,
violentate da chi
non vi conosce.
Donne che avete mani
sull’infanzia,
esultanti segreti
d’amore tenete conto
che la vostra voracità
naturale non
sarà mai saziata.
Mangerete polvere,
cercherete d’impazzire
e non ci riuscirete,
avrete sempre il filo
della ragione che vi
taglierà in due.
Ma da queste profonde
ferite usciranno
farfalle libere.

RITRATTO DI DONNA – Wislawa Szymborska

Festa della donna – sei poesie

Deve essere a scelta.
Cambiare, purché niente cambi.
È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi se occorre, ora azzurri, ora grigi,
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, l’unica al mondo.
Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma è un’ottima consigliera.
Debole, ma ce la farà.
Non ha la testa sulle spalle, però l’avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a cosa serve questa vite, e costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.
Tiene nelle mani un passero con l’ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.
Dove è che corre, non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama, o si è intestardita.
Nel bene, nel male, e per l’amore del cielo.

 Wislawa Szymborska → La gioia di scrivere. Tutte le poesie

 

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Articolo realizzato da Maria letizia Del Zompo.
Immagine di copertina: foto dal web, raffigurante la scultura “Truth is beauty” di Marco Cochrane

By | 2024-03-22T09:04:25+00:00 marzo 7th, 2024|Altri Autori-Poesie_Brani_Citazioni, Donne, Poesie|0 Comments