Noa Pothoven_la determinazione di morire che ci disarma e ci accusa

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Noa Pothoven_la determinazione di morire che ci disarma e ci accusa

Non so, forse sarebbe meglio rimanere in silenzio di fronte ad una storia così dolorosa e sconvolgente. Qualsiasi cosa si dica, sembra inadeguata.

Una ragazza di 17 anni, Noa Pothoven, si è lasciata morire, di fame e di sete. La sua giovanissima vita è stata violata più volte, profanata, e Noa non ha visto altra via di uscita, nonostante la vicinanza dei suoi cari: ha scelto di morire. Ha chiesto aiuto al suo Paese, l’Olanda, che permette l’eutanasia anche per i minori. Diversamente da quanto riportato dai giornali in prima istanza, lo Stato ha risposto no. Troppo giovane la paziente che ne ha fatto richiesta e troppo dubbia la motivazione: una grave depressione non può essere trattata alla stessa stregua di una malattia fisica, come un tumore in stadio terminale.

La falsa notizia sul suicidio assistito, ha scatenato discussioni e polemiche. Anch’io, all’inizio, mi sono soffermata su questo aspetto. Tutto in me gridava: non è giusto, non è possibile, non si può accettare. Uno Stato che non ha saputo proteggere l’incolumità fisica e psichica di una bambina, la sua sfera più intima e sacra, non può autoassolversi attraverso un atto di “misericordia” verso chi non vuole più vivere, perché la società ha fallito in quello che dovrebbe essere il suo intento più nobile: proteggere i suoi figli.

Ma, già prima della smentita della notizia per quanto riguarda l’eutanasia, la mia riflessione si è spostata sulle violenze subite. Violenze alle quali tantissime bambine e bambini, ragazze e ragazzi sono sottoposti, tutti i giorni, in qualsiasi parte del pianeta. Violenze perpetrate, spesso, nell’ambito delle mura domestiche, da genitori, vicini, parenti. Un inferno che avvelena l’esistenza di tante giovani vite, nell’assordante silenzio e nella colpevole indifferenza di chi dovrebbe vigilare e proteggere.

“Solo in Italia, nel 2016 sono stati 5.383 i minori vittima di violenza, non solo sessuale; si tratta di circa 15 bambini ogni giorno. In sei casi su dieci si tratta di bambine.”.

Se scorriamo anche solo i quotidiani italiani, siamo di fronte ad un bollettino di guerra. Delle ultime settimane e giorni sono i casi di Noemi, vittima fortuita, gravemente ferita e calpestata dal suo aggressore; di una bambina disabile di tre anni che i genitori chiamavano “la scimmia” e che è stata ripetutamente picchiata fino a riportarne nel tempo fratture multiple; di Leonardo, morto in ospedale e “martoriato da lesioni multiple” inflitte, anche questa volta, da entrambi i genitori.

Per non parlare dei suicidi dei minori che “meritano” solo qualche trafiletto nelle cronache locali. È di ieri la notizia di una ragazzina che si è tolta la vita nel paese di origine del mio compagno. Approfondendo, si scopre che la sorella aveva tentato il suicidio più volte e si trova in una struttura protetta. Lei era al suo secondo tentativo. Se si scava più a fondo, viene alla luce una realtà devastante, fatta di abusi, costrizione alla prostituzione, droga ed, evidentemente, omertà. Molti sapevano, nessuno ha fatto nulla.

Ecco, questa è la tristissima realtà che ci circonda, che non vogliamo vedere, che preferiamo esorcizzare occupandoci delle farneticazioni di politici allo sbaraglio.

Noa ci sferra un pugno nello stomaco, la sua determinazione a togliersi la vita, la sua caparbietà nel voler lasciarsi morire, ci disarma e ci accusa. La vita può essere un inferno e ciò che si è rotto, non si può sempre rimettere a posto, anche se vorremmo.

Ascolto, leggo e provo a buttar giù queste parole per chiarire i miei pensieri e acquietare le mie emozioni. Ma non si acquietano. Mi sento semplicemente impotente di fronte al dolore di tutte le Noa, Noemi, Leonardo e di tutti gli altri bambini e minorenni senza nome che ogni giorno vengono abusati, maltrattati, uccisi.

Non ho soluzioni. Mi riprometto di tenere gli occhi aperti, come ho sempre cercato di fare. Non so se ci sono riuscita. Lo spero. Spero che tanti riescano a farlo, aiutino, tendino la mano, denuncino, creino le basi perché i nostri bimbi abbiano una infanzia degna del suo nome.

Maria Letizia Del Zompo

 

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By | 2019-07-12T19:34:15+00:00 giugno 5th, 2019|Articoli, Politica-Società-Ambiente, Relazioni umane, Riflessioni|0 Comments